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lunedì 4 maggio 2015
Martus Journal - Aprile 2015 - N°48
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mercoledì 8 aprile 2015
Martus Journal - Marzo 2015 - N°47
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martedì 24 marzo 2015
La città fortezza dei Casalini e il mistero della "Principessa"
PARTE II
Le ultime indagini stratigrafiche condotte nell'area sud-est del sito, hanno fornito nuovi importanti sviluppi nella ricerca circa la frequentazione dell'area.
E' stato scavato un lungo tratto di cortina difensiva che proteggeva il fianco ovest-est della fortificazione. Si tratta di una muratura realizzata con grandi blocchi di pietra squadrati e posti in opera con uno spesso allettamento di malta molto tenace; i dislivelli sono ripianati con zeppe di pietra e qualche laterizio. Le strutture raggiungono uno spessore di 90 cm.
Fino al 2001 non si conosceva l'esistenza di questa ulteriore cortina difensiva, ciò sta a significare che già in età bizantina la città si era ridimensionata alla sola sommità del monte. Questa terza fortificazione è databile tra il VI e il VII sec. d.C. , siamo quindi di fronte a ciò che resta di un antico castron tardo romano. Il muro di cinta era rinforzato da torri quadrate e rettangolari; L'ingresso alla città bassa pare fosse situato sul lato occidentale dove si nota una grande porta protetta da ben due torri. Tra i reperti rinvenuti durante lo scavo si segnala un orecchino finemente lavorato che trova confronto con un esemplare rinvenuto a Costantinopoli databile tra il 530 e il 550 d.C.; Un fermaglio per capelli in osso decorato ad incisioni e una fibula femminile; In associazione a questi elementi sono stati rinvenuti frammenti della calotta cranica umana: ciò significa che questi materiali provengono dalla distruzione di una sepoltura femminile che, in base alla raffinata qualità degli oggetti rinvenuti, è da ritenersi siano appartenuti ad una figura di alto rango.
Da qui nasce il "Mistero della Principessa dei Casalini".
Chi era la misteriosa dama?
Solo nuove campagne di scavo in estensione potranno fare luce sul mistero che avvolge questa straordinaria figura vissuta 1600 anni fa.
sabato 27 dicembre 2014
mercoledì 12 novembre 2014
Riparte il Museo dei 56 Comuni del Parco Nazionale del Pollino "Artemis"
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Riparte con nuovo slancio il
Museo dei 56 comuni del Parco Nazionale del Pollino, inizia così, una fase di
studio e ricerca completamente nuova, ad incominciare dal nome, che è stato
cambiato da “San Sozonte” in “Artemis” , in ricordo della divinità greca e
della città enotria citata in diverse fonti antiche (Ecateo, Erodoto, Stefano
di Bisanzio), com’era stato suggerito dalla compianta Silvana Luppino.La nuova fase di studio del
territorio del Parco ha avuto inizio con la mostra didattico-scientifica di una
campionatura di reperti provenienti dal territorio di San Sosti dal titolo “Timeline
– l’alta Valle dell’Esaro dall’età del Bronzo al Medioevo”, che sarà
visitabile fino al mese di Gennaio 2015.Già il lo staff della Martus
Editore sta lavorando ad un nuovo progetto di ricerca che ha come oggetto di
studio la fondazione di Thourioi panellenica avvenuta nel 444 per volere di
Pericle e della produzione e circolazione di una nuova tipologia di ceramica
fine da mensa: la ceramica a figure rosse. Il nuovo progetto, al vaglio della
Sovrintendenza per i Beni Archeologici della Calabria, prevede lo studio, la
catalogazione, la valorizzazione e la diffusione di alcuni vasi rinvenuti nel
Comune di Belvedere Marittimo e attualmente conservati nei depositi del Museo
Nazionale della Sibaritide.Un aspetto molto importante di
questa nuova fase del museo Artemis è la convezione di collaborazione stipulata
il 21 ottobre 2014 tra il Comune di San Sosti, l’Ente Parco, Martus Editore con
la Sovrintendenza per i Beni Archeologici della Calabria.L’accordo di collaborazione
prevede, appunto, lo studio ed il monitoraggio del patrimonio archeologico del
Parco e l’allestimento di nuove mostre tematiche in ottemperanza alla normativa
vigente ed a quanto stabilito nella convenzione.
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87010 San Sosti CS, Italia
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